Il Pittore Luigi Ademollo a Pomarance
“LUIGI ADEMOLLI MILANESE: 1833’’: è questa la frase che è possibile leggere ai piedi del tavolo dell’ultima Cena pitturata nella parete di fondo del Coro nella nostra chiesa Parrocchiale.
Una data e firma molto importanti perchè ci riportano ad un momento storico quanto mai significativo nella ristrutturazione muraria e decorativa della Parrocchiale. Infatti, costruita nel XII secolo, in stile romanico, si legge, nei documenti che si conservano nell’archivio, che la Chiesa si trovava in una situazione fatiscente per cui ANTON NICOLA TABARRINI, Arciprete di Pomarance dal 1826 al 1843, decise di iniziare dei grandiosi lavori di restauro con l’ampliamento, in quella occasione, delle Cappelle laterali dedicate alla Madonna del Buon Consiglio e al Martire San Vittore.
Per la ristrutturazione muraria il Tabarrini si servì dell’opera dell’architetto Francesco Cinci che fece una dettagliata perizia stimativa, in data 22 Giugno 1831, corrispondente a L. 13.016.

Una cifra enorme per quei tempi che I’Arciprete Tabarrini affrontò in buona parte con i suoi mezzi e le sue risorse familiari, ma pure con l’aiuto della popolazione. In conseguenza di questi lavori si pensò pure aH’omamento pittorico. A tale scopo fu chiamato il pittore LUIGI ADEMOLLO (1764-1838) milanese,autore di affreschi in Chiese e palazzi e d’acqueforti di soggetto storico.
Nell’archivio parrocchiale si conservano ben sette lettere autografe, spedite dalla città di Firenze daH’Ademollo all’Arciprete tra il 27 Aprile 1832 e il 5 Gennaio 1837. Esse riferiscono che il Cavalier Giuseppe Del Rosso fu l’intermediario della proposta di affrescare la Chiesa, nel periodo in cui l’Ademollo dipingeva la Chiesa di Sant’Ambrogio in Firenze.
La spesa totale delle pitture fu stimata in L. 3000.
Tra queste lettere la più importante è la sesta, datata 1833,a 9 Maggio-Firenze. È interessante trascriverla per intero perchè da questa appare come il progetto iniziale sia stato seguito quasi totalmente, salvo piccoli cambiamenti dovuti anche ai successivi restauri avvenuti negli anni 1928-1931.
Ecco il testo:
Reverendissimo Signore
O’ piacere che le composizioni inviateli siano di sua satisfazione e quando vedrà (se Dio ce lo concede) eseguite alla sua grandezza col stile e metodo da me praticato per tutto, spero che gliene tornerà maggiore.
Per chiarezza converrà dichiarare le cose da me da eseguirsi.
Primo dipingerò a vero buon fresco tre quadri nel Coro da destinarsi; la Volta del medesimo con ornato e soggetto in figure.
Secondo dipingerò la Volta della Navata di Mezo con lo sfondo e sia quadro grande del Ascenzione del Signore; due gran tondi in basso rilievo che uno S. Tommaso convinto dal Signore di sua verace Resurrezione, l’altro la Venuta dello Spirito Santo. Questo tondo fa come il Fine dei Soggetti Rapresentati.
Terzo dipingerò nelle Due Cappelle laterali nelle facciate laterali due quadri a buon fresco a Volta ornata con sfondo di figure, cioè NELLA CAPPELLA DELLA SANTISSIMA VERGINE DEL BUONCONSIGLIO:
1. Adorazione dè Magi, 2. Gesù trovato nel Tempio.Sfondo o quadro nella Volta la Presentazione al Tempio fra le braccia del vecchio Simeone.
NELLA CAPPELLA DOVE TENGONO IL CORPO DEL S(ANTO) MARTIRE, da un lato 1. La Multiplicazione dè Pani, 2. Resurezione(del Figlio) della Vedova di Nairn. Sofondo il Centurione à piedi di Cristo. La Cupolina di mezo divisa in quattro parti con quattro soggetti in bassorilievo cioè finta scultura.
E siccome mi parto dal Coro dove dipingo Fatti della Passione di Cristo e nella Volta del medesimo la Resurrezione, Co
sì seguendo l’ordine dei fatti nei quattro quadri della Cupola, faccio
1. le Donne al Sepolcro, la visione del Angiolo che le Annunzia la resurrezione del Signore, 2. la Madelena col Noli me tangere, 3. i Discepoli in Emaus, 4. i giudei che ofrono denari alle guardie fugitive perchè nascondino il visto da loro.
SI VIENE DALLA DETTA CUPOLA E SI TROVA NELLA VOLTA DI MEZO
il S. Tommaso convinto;segue il gran quadro della Ascenzione al cielo; finisce la volta con la Venuta dello spirito Santo. E così si procede con ordine.
LE PICCOLE NAVATE avranno nella volta Un’Ordinata elegante e semplice.Nei tramezzi locali che sono fra le cappelle Nichie coi SS. Apostoli ed Evangelisti perchè nel fondo in faccia si farà S. Pietro e S. Paolo.
Occorreranno delle Ornative attorno i Quadri d’Altare.
Lei dia un picolo, ma picol prezzo ai pezzi sopraindicati e troverà quanto mai sia picolo ciò che le ò proposto per riconoscimento del nostro lavoro.

LEI propone di ripulire Quadri, farne due nella cappella del Santissimo e Via Crucis, e tinteggiare la Canonica.
Tutto quello che le posso dire si è che mai si dato che io abbia auto litigii per mercede del lavoro; e poero io non guarderò a fatica, a V(ostra) S(ignoria) Reverendissima non guarderà a qual riconoscimento.
Circa la Canonica sicome si tratta d’affare assai comune di poche lire se la intenderà coi miei aiuti.
QUANTO A VIA CRUCIS non so se intenda farne una nuova, o ritoccare la vecchia: Se intende farla Nuova io lo farei assai più grande per rendere visibile le pene del Salvatore.
La vista d’una bene espressa Stazione serve a molti di meditazione; così pensava Monsignor Albergotti a cui ne ò dipinte due Grandi, una per la Cattredale di Arezzo, l’altra per la principal Chiesa di Castiglion Fiorentino.
Dunque Quattordici Quadri non sono cosa così corsiva da incorporarla nelle Tremine Lire; ma non tema, perchè con me non vi è questione, sapendo che se viene un riconoscimento, lo gradirò,ma non pretendo.
Posso dire con tutta verità eh e, nei tempi andati, avrei appena fatto salotto per simile somma;ma il Mondo è cambiato; e poi si lavora per la Chiesa, e così voglio sperare qualche cosa dalla Misericordia di Dio.
Le bacio la sacra mano e sono con profondo rispetto
Di V. (ostra) S. (signoria) Reverendissima Servo Umilissimo
Luigi Ademolli
L’Ademollo in questo grandioso lavoro fu coadiuvato dal figlio Giovanni con molti ornatisti. Per visitare interamente la Chiesa nella sua attuale programmazione occorre iniziare da
sopra il portone, girando in senso orario.Si possono vedere opere monocrome cioè con un solo colore e policrome cioè con più colori.
Queste pitture, come del resto tutta la chiesa, hanno bisogno di un restauro e di totale ripulitura dovuta al tempo che deteriora ogni cosa.
Ecco perchè lo scorso anno, in occasione della festa di San Vittore,fu annunciato l’inizio dei lavori partendo proprio dal Coro per continuare poi nelle altre parti della Chiesa.
Nel coro sono state restaurate le due raffigurazioni monocrome e precisamnete “Gesù nell’orto di Getsemani’’ e l’“Ecce Homo’’ e le quattro grandi raffigurazioni policrome e cioè “L’entrata di Gesù in Gerusalemme”, (che purtroppo è stata deteriorata dal successivo rifacimento da parte dell’Anichini), “L’Ultima Cena”, “La Salita al Calvario”, e la “Resurrezione”. Queste pitture sono state restaurate dal Signor Fausto Giannitrapani e dal figlio Luca, con la collaborazione delle decoratrici Mara e Paola.
Le operazioni di restauro eseguite sono state:
- pulitura del colore
- fissaggio del colore e dell’intonaco
- stuccatura delle parti mancanti
- integrazione pittorica
Pure i 14 quadri della Via Crucis,sempre opera deH’Ademollo, avevano urgente necessità di un restauro che è stato eseguito dal Sig. Antonio Guarino. Un restauro che ha preso tutti di sorpresa perchè nessuno si immaginava cosa si nascondesse sotto la patina di sporco.
Questi lavori sono stati realizzati sotto la Direzione della Soprintendenza di Pisa e naturalmente con la generosa collaborazione dei Parrocchiani che hanno sentito il problema del recupero e della conservazione dei beni artistici e religiosi che si conservano nella chiesa.
In quest’opera non possiamo tacere il notevole contributo ricevuto dalla Cassa di Risparmio di Volterra che ha stanziato la somma di 25 milioni.
L’Ademollo, che aveva una grande facilità pittorica, nelle sue opere si è sempre ispirato a soggetti classici. Quello che colpisce sono i suoi numerosi personaggi che riusciva a mettere insieme e che,appunto,sono venuti fuori a seguito della pulitura.
Un particolare da mettere in risalto è la grande espressività del volto sofferente del Cristo mentre porta la Croce.
Il restauro iniziato ha bisogno di essere continuato perchè sarebbe un vero peccato perdere delle opere d’arte che custodiamo e che i nostri antenati ci hanno lasciato.
Continuare per conservare e migliorare, per poter con gioia e anche, con un pò di orgoglio, ammirare e far ammirare ai visitatori la nostra bella Chiesa Parrocchiale .
Don Piero Burlacchini
Articolo tratto da “La Comunità di Pomarance”.