UNA “MADONNA E SANTI” NELL’ORATORIO DON BOSCO
Studiare l’opera e la vita dei due maggiori artisti, pomarancini Nicolò Cercignani e Cristofano Roncalli, è da tempo un mio grande interesse e mi sono sentito particolarmente gratificato quando ho avuto la possibilità di pubblicare alcuni miei studi d’archivio nel volume intitolato “NICCOLÒ CERCIGNANI CRISTOFANO RONCALLI; Pittori di Pomarance”, edito dal Gruppo Fotoimmagine di Volterra.
Nella pubblicazione hanno avuto un ruolo molto importante studiosi d’arte come il Prof. Ciardi di Pisa ed il Prof. Lessi di Volterra (Direttore della Pinacoteca comunale) i quali, studiando i nostri illustri concittadini sono riusciti ad attribuire al “Pomarancio il giovane” (Cristofano Roncalli) alcune opere di indubbio valore artistico e pressoché ignorate dalla critica, presenti sul nostro territorio.
Ne è un esempio il quadro di San Dalmazio raffigurante la “Madonna dello Scapolare”, considerato un’opera giovanile di Cristofano Roncalli, nel quale si evidenziano ricordi di impostazione senese ma anche una struttura compositiva, giuocata sulla diagonale, prerogativa dell’ambiente romano.
Ancor più interessante, è l’altro dipinto conservato dietro l’altare della Chiesa dell’Oratorio Don Bosco di Pomarance , raffigurante una Madonna con Bambino e Santi che presenta caratteristiche molto simili di impianto costruttivo ad altre opere del Roncalli conosciute a Roma.
Già Don Mario Bocci, storico ed archivista della Cura Vescovile di Volterra, aveva indicato come appartenente al Roncalli questa opera; la sua tesi fu avvalorata anche dal concittadino Paolo Bocci nel suo esame di laurea sul pittore presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il dipinto, secondo notizie fornite da Don Mario Bocci, era anticamente collocato nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, dietro l’altare della Cappella del Buon Consiglio,e fu traslato negli anni sessanta nel nuovo Oratorio Don Bosco di Pomarance.
Infiltrazioni d’acqua sulle pareti della Cappella avevano deteriorato l’opera che in quel periodo fu soggetta a restauro conservativo del colore che si stava staccando dalla tela, a spese e merito dello stesso Don Bocci.
La grande tela (cm 270xcm 170) è di evidente impostazione roncalliana, ed il modulo compositivo ha particolari analogie con un’altra opera del Roncalli che si trova nella Cappella di Sant’Andrea nella chiesa di San Gregorio al Celio di Roma (1).
Questo dipinto di Pomarance fu realizzato dal pittore per essere collocato sopra un altare dedicato a Sant’Andrea ed è probabile che fosse stato commissionato da alcuni discendenti della famiglia Incontri di “Ripomarancie”, che erano parenti dello stesso Cristofano, dato che sua madre, Francesca, era una Incontri.
Ad avvalorare la committenza vi sono due indagini: una sul patronato dell’altare di Sant’Andrea e un’altra sugli “estimi” del Comune di “Ripomarance” dai quale traspare evidentemente una relazione simbolica tra i personaggi dei santi e alcuni discendenti degli Incontri vissuti a cavallo del XVI e XVII secolo.
Sappiamo infatti dai documenti di archivio della Mensa Vescovile che l’altare di Sant’Andrea delle Pomarance fu eretto da Giovanni Incontri un anno prima della morte del pittore nel 1625, con l’onere di erigere una cappellata o lascito. È molto probabile che il quadro sia stato dipinto e commissionato dagli Incontri negli ultimi anni del ’500 o i primi del ’600 dato che il dipinto di Roma è datato 1603. È ipotizzabile che l’opera sia stata commissionata da suo cugino Benvenuto Incontri, che volle dedicare l’icona alla memoria del padre, Ser Andrea Incontri, facendovi ritrarre emblematicamente nelle figure dei santi suo figlio Francesco e i suoi nipoti Margherita e Giovanni Incontri. L’altare di Sant’Andrea era posto a metà chiesa e vi avevano la tomba di famiglia gli Incontri; accanto a questo qualche anno più tardi fu costruito un nuovo altare intitolato al Santissimo Crocifisso per beneficio di un altro discendente della medesima famiglia.

Una notizia relativa ai due altari è citata nella Visita Pastorale di Mons. Carlo Filippo Sfrondati (27 Maggio 1679) in cui vengono descritti l’altare del S.S. Crocifisso e quello di Sant’Andrea: “…All’altare del Santissimo Crocifisso: Sopra l’ornato,ligneo dorato lo stemma Incontri e sopra il bambino Gesù; …nell’icona: Il Mistero della crocifissione: …La madonna è affiancata da San Giovanni Evangelista. Maria Maddalena, Andrea e Simone con la iscrizione “..hoc opus Simon domini Antonii de Incontris suis sumpitibus faciendum curavit A.D. 1628…’’.
“…All’altare di Sant’Andrea: …Ornamemto ligneo dorato e ceruleo; Icona: beatissima Vergine col bambino circondata da angeli “cuius ab ore pendet divus Francescus et Sanctus Joanne et diva Margherita…”; …“multis ab hinc omnis posuit Joanne Incontris… ”. Testamento rogato Gregorio Bellavanti, 11 Giugno 1625. La Cappella eretta come da bolla inviata da Volterra li 27 Gennaio 1639 (40) (2). Per comprendere l’esatta posizione dei due altari con i relativi quadri è importante un deliberazione comunale del 27 Maggio 1628 in cui Simone Incontri richiedeva “…ilpermesso di erigere un altare nella Chiesa Parrocchiale… dirimpetto all’organo …e che perciò desidera con il placet del pubblico di farlo et che li sia concesso il sito; …Agnolo Sorbi, proposto, consigliò che li si concedesse quanto domanda…” (3).
Anche l’estimo del comune di “Ripomarance” riporta censita la “Cappella del Santissimo Crocifisso e titolo di Sant’Andrea’’ posta “nella Pieve di Ripomaranci, fondata da Simone Incontri con gli infrascritti beni tenuti nell’istrumento del di 21 Luglio 1640…”.
L’inventario dell’opera di San Giovanni Battista del XVII secolo riporta che l’organo era anticamente posto: “…dalla parte destra ad entrare in chiesa verso l’aitar maggiore…”, se ne deduce quindi che i due altari, ed in particolare quello di Sant’Andrea erano sul lato sinistro nei pressi della attuale Cappella dei Caduti.
La “Madonna con bambino e i Santi Andrea, Margherita, Francesco e Giovanni, dipinta dal Roncalli ed oggi nell’oratorio Don Bosco, si presenta strutturalmente con una impostazione piramidale che ritroviamo nella chiesa di San Gregorio al Celio di Roma, nel dipinto ad olio su muro, esprimente la Madonna con Bambino e i Santi Andrea e Gregorio Papa. Affinità particolari tra questi due quadri si riscontrano non solo nelle loro dimensioni, ma soprattutto nei personaggi di Andrea e della Vergine nei quali si nota evidentemente l’uso di cartoni preparatori utilizzati per eseguire vari soggetti adatti secondo l’esigenza.

Simile è infatti la posizione della Madonna che rivolge lo sguardo verso il Sant’Andrea, in basso a sinistra. Questa rivela una intenza dolcezza ed un atteggiamento affine alle Madonne del “Correggio”, un artista molto ammirato da Cristofano Roncalli.
L’immagine della Madonna è avvolta da una radiosa luminosità che fa risplendere il suo bellissimo volto dal quale pare diffondere una luce che illumina i quattro santi ai suoi piedi.La Vergine è attorniata da una allegoria di nuvole risplendenti luce, nelle quali si evidenziano piccole teste di angioletti che richiamano a quelli della “Annunciazione” nella Chiesa Parrocchiale; un elemento molto ripetuto dal Roncalli nei suoi dipinti. Gli angioletti con le ali ai lati della Madonna ricalcano la stessa impostazione schematica del quadro in San Gregorio al Celio, ma anche di altre opere più note come l’angelo di destra, con il braccio e lo sguardo rivolto al San Francesco, che è simile a quello della pala di Sant’ Agnese in Napoli. In particolare nel quadro dell’oratorio Don Bosco di Pomarance vi è una analogia fra il personaggio di Sant’Andrea e quella dell’omonimo santo in San Gregorio al Celio di Roma.Andrea apostolo è anche qui raffigurato sulla sinistra del quadro in posizione assai plastica, di tre quarti, che protende lo sguardo verso i fedeli; ai suoi piedi è dipinto un pesce.

Sono altresì evidenti altri attributi iconografici del Santo che viene effigiato come un uomo anziano, barbuto e con i capelli bianchi e lunghi. Nel dipinto di Pomarance indossa una veste color rosso sulla quale è riccamente drappeggiato un mantello marrone.
Accanto ad Andrea è l’immagine di Santa Margherita con lo sguardo rivolto in alto verso la Vergine ed il Bambino; si evidenzia particolarmente il movimento armonico del braccio sinistro ed il gesto della mano sul petto che richiama attinenze con la Santa Agnese di Napoli e con la mano della Madonna nella “Annuciazione” di Pomarance.
Al collo è evidenziato uno degli attributi iconografici della santa; un rosario di perle che allude al suo nome derivante dal greco. Ella è raffigurata mentre calpesta un drago ed un serpente dipinti in basso al centro del quadro, che rappresentano simbolicamente Satana. Nella leggenda la Santa viene divorata dal drago, però riesce a salvarsi grazie alla croce che tiene in dosso e che le permette di uscire dal drago e di ucciderlo.
Accanto è il San Francesco che rivolge anch’egli lo sguardo alla Madonna con lo stesso gesto della mano sinistra sul petto come la Santa Margherita. Scarno nel volto, indossa un saio bruno; accanto ai suoi piedi scalzi e raffigurata un’aquila nera.

Sulla destra del dipinto è il San Giovanni Evangelista effigiato in forma molto giovanile. Il suo sguardo è rivolto ai fedeli come il Sant’Andrea ed indossa una veste color verde sulla quale è panneggiato un mantello grigio che il santo sorregge con la mano sinistra. È evidente il suo attributo iconografico tenuto nella mano destra; un calice dal quale spunta un serpentello che rappresentano rispettivamente la Chiesa e Satana.
Una lettura più corretta di questo quadro si potrebbe avere sottoponendo l’opera ad un restauro dato che sono particolarmente evidenti le ossidazioni delle vernici protettive che hanno alterato i colori del quadro insieme a fumo di candela,polvere e sporco.
Sarebbe questa l’occasione per valorizzare ancora una volta un’opera di Cristofano Roncalli a Pomarance ricollocandola nella Chiesa Parrocchiale, sua sede ori
ginaria, a fianco del meraviglioso quadro della “Annunciazione”.
Un modo per riscoprire questo pittore famoso del “Manierismo italiano” che lasciò molte opere in “Ripomarance”, purtroppo spesso andate perdute o dimenticate come la Madonna e Santi dell’Oratorio Don Bosco di Pomarance (4).
Jader Spinelli
NOTE BIBLIOGRAFICHE
- Ileana Chiappini di Sorio, “I pittori bergamaschi” Cristoforo Roncalli, Ed. Banca di Bergamo.
- Notizia fornitami da Don Mario Bocci che ringrazio sentitamente.
- Archivio Storico di Pomarance: F.II7 c. I74 r.
- Nicolò Cercignani Cristofano Roncalli: “Pittori di Pomarance”, Ed. Gruppo Fotoimmagine Volterra 1991
- Jader Spinelli: “CRISTOFANO RONCALLI A POMARANCE” “La Comunità di Pomarance” N. 1-2-1991.
Articolo tratto da “La Comunità di Pomarance”.